Intervista a Mister Villani

Mister Villani durante la preparazione estiva

Mister Villani durante la preparazione estiva

Oggi facciamo due chiacchiere con Pierfrancesco Villani, classe ’78, da quest’anno alla guida del Vigolzone. Una persona schietta e diretta coi giocatori, ma riservata fuori dal rettangolo di gioco, approfittiamo quindi della pausa invernale per conoscerlo un po’ meglio.

Ciao Mister, il campionato è fermo per la pausa invernale e il Vigolzone ha concluso il girone d’andata al terzo posto, ti meraviglia questo traguardo o credi che sia la giusta posizione per questa squadra?

Sicuramente c’è da dividere il girone in 2 fasi. La prima parte, durata 7 partite, per  intenderci fino al derby perso contro la Pontolliese, non eravamo riusciti a far scattare la scintilla necessaria per affrontare tutte le partite con la stessa cattiveria agonistica. Se in più aggiungiamo che oltre allo staff tecnico completamente nuovo la squadra ha subito un ampio rinnovamento un periodo di rodaggio era necessario. Dalla trasferta di Podenzano in tutti è scattato qualcosa dentro che ci ha fatto compiere questa serie utile, ma come ripeto spesso ai ragazzi, non abbiamo ancora conquistato ne vinto nulla.

L’anno scorso allenavi il San Rocco in Terza categoria, ora che ti sei trovato a guidare una squadra di Seconda, come ti sembra il livello di questa categoria? Te l’aspettavi più competitiva o tutto sommato te la immaginavi così?

C’è sicuramente più ritmo e maggiore organizzazione. Il fatto che si possano effettuare i canonici 3 cambi, mentre in Terza sono 5, rende tutto un po’ più complicato. A livello tecnico a mio avviso la Seconda di quest’anno, come un po’ tutti i campionati in Italia, è scesa di livello. Molte squadre la mettono solo ed esclusivamente sull’agonismo e sulla corsa e diventa così difficile affrontarle se oltre ad una buona tecnica non hai importanti qualità atletiche.

Qual è stato il momento più brutto e qual è stato invece il momento più bello di questo girone d’andata?

Il momento più brutto la sconfitta contro la Pontolliese. Momenti belli? Ne riparliamo a maggio….

Quale credi che sia la forza di questa squadra e quali invece gli aspetti ancora da migliorare?

Uno dei punti di forza è la costante presenza dei componenti della rosa agli allenamenti. Ti faccio un esempio: Molinaroli sa di essere il 3° portiere ma fino ad oggi ha saltato solo un paio di allenamenti per infortunio e poi la disponibilità al lavoro che hanno questi ragazzi. Gli aspetti da migliorare: la concentrazione. A volte in partita ed in allenamento ci perdiamo in alcune banalità dove basterebbe solo un po’ più di attenzione. A livello tecnico mi arrabbio quando abbiamo paura a gestire la palla percui invece di giocarla, la buttiamo avanti a casaccio.

Come ti trovi qui a Vigolzone e com’è il rapporto con i giocatori e la Società?

Qui a Vigolzone mi trovo divinamente. C’è un’organizzazione da far invidia a parecchie società di categoria superiore. Ogni cosa è organizzata, la struttura in se è ottima per poter far calcio e potersi allenare. Nel piacentino son poche le squadre che possono vantare un campo d’allenamento tutto per loro. Per quel che riguarda la società prima di tutto è composta da persone vere, che se devono dire la loro lo fanno in faccia senza alcun tipo di problema. E poi i ruoli son chiari e definiti per cui ognuno non invade il campo dell’altro e ciò evita casini e confusione varia. I giocatori semplicemente li definisco così: “I me ragass” guai a chi me li tocca….

Ho notato che prepari molto bene il pre-partita, studiando gli avversari e cercando di cogliere i loro punti deboli.  Hai un sistema di gioco preferito o cerchi di adattarti ai giocatori che hai a disposizione?  Qual è la tua filosofia generale di allenamento?

Personalmente cerco di applicare un modulo che abbia la difesa schierata a 4, primo perché è più facile da far assimilare ai giocatori, secondo perché durante la partita comunque anche nei momenti in cui sei sbilanciato o poco equilibrato gli avversari hanno comunque 4 giocatori più il portiere da affrontare. Il resto della disposizione poi lo adotto in base al materiale umano che ho a disposizione ed allo stato di forma dei ragazzi. L’importante è che l’attaccante sia il primo difensore ed il difensore sia il primo attaccante. Detto ciò in allenamento cerco sempre di creare situazioni che possano verificarsi in partita, schierando magari la linea a 4 di difesa con l’aggiunta di 2 mediani contro il resto della squadra. E’ un lavoro faticoso per entrambi i reparti, chi attacca e chi difende, e sostituisce la parte atletica definita a secco, ossia senza palla, monotona e noiosa per la squadra.

Ultima domanda: a quale allenatore professionista, anche non più in attività, ti ispiri o comunque che ammiri particolarmente?

Per come fa giocare, lavora e per mentalità il top secondo me è Guardiola. Son andato fino ad Arco di Trento dov’era in ritiro quest’estate con il Bayer per seguire alcuni allenamenti e ti assicuro che è fantastico. In Italia mi piace Guidolin e poi ho tanta riconoscenza e stima per Beppe Iachini. Con lui quando era a Piacenza mi sono divertito. Non avrà un calcio bello da vedere ma ti assicuro che come vive la partita “Iac” e come la prepara è allucinante….non ci dorme di notte….. A livello dilettantistico nel piacentino Fabio Corvi ha solo da insegnare.

Benissimo Mister, grazie per questa chiacchierata e ti facciamo i nostri migliori auguri per un sereno Natale.

Grazie a voi per questa intervista, ricambio volentieri gli auguri di Natale ed estendo i miei ringraziamenti anche ai magazzinieri, alle cuoche, alla Società intera ed al mio Staff: sono fortunato ad avere Matteo (miglior preparatore dei portieri in circolazione) e Silvano al mio fianco. Ed infine un ringraziamento particolare al Presidente ed al Direttore che dopo la sconfitta nel derby hanno creduto in me. Grazie.

 

G.B.  -  10.12.2013